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“La camicia che ha fatto nascere Remescio”
Questa storia risale a prima della nascita di Remescio, ma è qui che ho capito tutto.
Bea, mia amica di sempre, si era innamorata dei miei ricami. Mi ha dato una delle sue camicie da ballo chiedendomi di creare qualcosa senza dirle nulla – voleva la sorpresa totale.
Conoscevo il suo sogno: diventare ballerina. E oggi è una danzatrice di contemporanea pazzesca! Volevo che la camicia celebrasse questo amore, così ho ricamato le immagini in cui lei danzava.
Quando ha visto il risultato era felice come una bambina di 2 anni a Natale.
In quel momento ho capito: questo è quello che devo fare.
“Siamo tutte Medusa”
Leslie un giorno è arrivata da me con una richiesta precisa: “Voglio assolutamente una giacca con Medusa.”
Perché proprio Medusa? Te lo spiego.
Tuttə conosciamo Medusa per i serpenti e lo sguardo che pietrifica. Ma Medusa era originariamente una splendida fanciulla, violentata da Poseidone in un tempio di Atena. Furiosa per la profanazione, Atena la trasformò in un mostro.
Ma se invece la “maledizione” di Atena non fosse stata una punizione, ma un atto di sorellanza? Una protezione da ulteriori abusi?
È pericoloso raccontare della sorellanza tra donne. Meglio normalizzare la violenza, la rivalità, il femminicidio. Meglio temere lo sguardo femminile che pietrifica.
Noi invece rivendichiamo Medusa. Rivendichiamo il diritto di essere temute quando serve.
Smash the patriarchy ✊


“Il vestito di pelle che sembrava perduto”
Adelaide era disperata. Il suo vestito preferito, quello in pelle che amava più di tutti, era rovinato: il suo gatto ci si era fatto le unghie sopra.
“Puoi aiutarmi a salvarlo?” mi ha chiesto.
La sua unica richiesta erano i fiori. Per il resto mi ha lasciata completamente libera. Ho trasformato quelle zone rovinate in fiori delicati che coprivano i graffi. Il risultato? Super elegante, sembra nato così.
Quando me l’ha ritirato, Adelaide mi ha scritto: “Per me hai fatto molto, hai dato nuova vita al mio abito preferito, grazie di cuore.”
A volte basta poco per salvare quello che amiamo. A volte i graffi diventano l’inizio di qualcosa di ancora più bello.
“Fragile like male ego”
Chiara mi ha affidato due magliette: una per trasformarla in una rock n nipples, l’altra per un messaggio più profondo.
“Fragile like male ego” nasce da una riflessione sulla misoginia e la continua ondata di femminicidi. Non possiamo più sostenere la scusa della “fragilità maschile”.
Come scrive Chiara: “Rivendico il fatto di poter piangere, rivendico di poter essere fragile e decostruirmi insieme alle mie sorelle. Questa maglietta per me è anche una presa in giro: sì, sono fragile come l’ego maschile.”
Dovrebbero essere loro a prendersi cura di sé, a fare i conti con i propri privilegi. Non spetta a noi.
Eccoci qui: fragili come l’ego maschile.


“Alice aveva un desiderio”
Alice voleva fare una sorpresa speciale al suo fidanzato per il loro anniversario. Il piano? Sottrarre una t-shirt dal suo armadio e restituirgliela trasformata.
La cosa più divertente? Lui non se n’è nemmeno accorto!
L’idea di Alice era bellissima: i loro fiori preferiti – una gerbera e una margherita – che si incontrano e formano un cuore.
Quando ha consegnato il regalo, Alice mi ha scritto subito: “Non puoi immaginare quanto sia felice di aver scelto questo regalo, ne era estasiato. Grazie per avermi guidata, so che ho fatto la scelta giusta ad affidarmi a te.”
A volte l’amore si nasconde nei gesti più semplici: rubare una t-shirt senza che nessuno se ne accorga e restituirla piena di cuore.
“It’s a skirt not a flirt”
Giulia mi aveva conosciuta tramite Instagram e si era innamorata di un vestito che avevo ricamato per me con la scritta “it’s a dress not a yes”.
Quella frase non ha bisogno di spiegazioni – è un messaggio forte e chiaro. Giulia voleva fare lo stesso sulla sua gonna, ma con il suo twist personale.
“It’s a skirt not a flirt” – direi che anche qui “l’abbiamo toccata piano”.
È bellissimo quando le persone si appropriano di questi messaggi e li fanno propri. Quando un capo diventa portavoce di quello in cui crediamo.
Giulia ha indossato quella gonna con commozione e felicità.
I nostri vestiti possono parlare per noi, possono dire quello che a volte facciamo fatica a dire ad alta voce.


“Dal cuore al ring”
Sabrina ha percepito un po’ di sconforto nel suo fidanzato Albi e ha voluto dargli forza con una sorpresa inaspettata.
La sua idea? Ricamare due guantoni sul cuore insieme a una frase potente: “Se hai delle paure, portale sul ring.”
Io mi sono sciolta – è una cosa dolcissima. Bisogna lasciare spazio alle emozioni, e mentre realizzavo il ricamo ho tenuto sempre presente l’amore dietro quel gesto.
Il giorno dell’incontro Sabrina riesce a fare la sua sorpresa. Mi manda le foto e mi dice che è talmente bella che ne servirà “altra”.
Ma il bello arriva dopo: nel tardo pomeriggio mi arriva un video. L’arbitro alza il braccio del vincitore… era quello di Albi!
A volte un ricamo diventa davvero un talismano.
“La potenza della poesia addosso”
Dafne è una poeta napoletana itinerante che vive in Cile ed è venuta in Italia per presentare il suo libro di poesie.
Esplora la poesia femminile come pratica di resistenza: memoria, storia delle donne, traduzione letteraria. Voleva una t-shirt per il suo debutto.
Ho ricamato un pugno chiuso di una donna con lo smalto rosso, la parola “poesia” e il simbolo del femminismo.
Quando l’ha ricevuta, Dafne mi ha detto una cosa che non dimenticherò mai: “Ho voluto indossarti perché mi hai fatto sentire la potenza della poesia addosso.”
Il ricamo come gesto artistico e politico. I vestiti che diventano manifesti. La poesia che si fa corpo e si indossa.
Dafne ha portato Remescio oltreoceano, in Cile, nella sua vita di nomade della parola.


“Amore a 4 zampe”
Francesca mi ha affidato la sua felpa con una richiesta speciale: trasformare una foto piena d’amore in un ricamo unico.
Punto dopo punto, il legame con i suoi cani ha preso vita sul tessuto. Non è solo una felpa, è un pezzo di cuore da indossare.
Vedere la sua emozione e gioia nel ricevere il capo trasformato è stato bellissimo. Aveva qualcosa che parlava di lei e del suo amore più grande.
A volte l’amore più puro è quello che condividiamo con i nostri animali. E merita di essere indossato.
“Una macchia che diventa fiore”
Elena era molto affezionata alla sua giacca di jeans – come me con il k-way che ho dal 2000 – ma un giorno l’ha macchiata irrimediabilmente sulla tasca.
“È possibile fare qualcosa?” mi ha chiesto.
Abbiamo scelto che la strada migliore era creare un fiore da applicare sulla parte macchiata. Un gesto semplice ma rivoluzionario.
Elena era felice di sapere che poteva riutilizzare la sua vecchia giacca ancora per tanto, tanto tempo.
In un’epoca in cui tutto è usa e getta, rammendare è un atto estremamente rivoluzionario. Dare una seconda vita ai capi che amiamo invece di buttarli.
A volte una macchia è solo l’inizio di qualcosa di più bello.

